PREMESSA
Il limite delle strutture intelaiate lignee edificate in zona sismica consiste nella perfetta solidarizzazione tra gli elementi lineari costituenti travi e pilastri.
Infatti, nello spirito dell’attuale normativa sismica (DM08), le strutture intelaiate devono poter dissipare l’energia accumulata nei nodi di collegamento tra i due elementi a seguito di un evento sismico. Devono farlo secondo un preciso criterio di gerarchia delle resistenze, che vede il pilastro vincente sulla capacità resistente delle travi.
Quanto detto significa che se si ammette, in caso di sisma, che si plasticizzino alcune delle sezioni della costruzione, questo non dovrà avvenire nei pilastri dell’edificio. Questo, infatti, pregiudicherebbe equilibrio e stabilità dell’intera struttura.
Utilizzando l’abituale tecnologia di costruzione di opere in legno non è agevole realizzare collegamenti trave-pilastro che possiedano le caratteristiche antisismiche appena descritte, se non a costo dell’inserimento di invasive e costose piastre di collegamento tra i due elementi. Intervento certamente possibile anche se una tale tipologia di nodo potrebbe difficilmente offrire garanzia di durabilità nel tempo e costanza delle proprie caratteristiche meccaniche, come invece accade per le opere in cemento armato o in acciaio.
Invece, il nodo tra gli elementi trave e gli elementi pilastro è più facilmente realizzabile se di tipo “semi-rigido”, ovvero in grado di assorbire gli sforzi mostrando una certa cedevolezza e flessibilità.
SOLUZIONE
Una soluzione generalmente impiegata e che sopperisce questa carenza consiste nell’inserimento di grossi ed invasivi controventi (in genere in legno ma a volte anche in acciaio o cemento armato), che assorbono le azioni sismiche, o anche quelle dovute al vento, di tipo orizzontale.
La soluzione proposta nel nostro schema costruttivo consente di disporre di giunti semplici e flessibili nei nodi trave-pilastro e delega comunque l’azione sismica ai controventi, molto più snelli in questo caso, e che svolgono dunque l’azione di “stabilizzatori” nei confronti delle azioni orizzontali.

I COMPONENTI DEL SISTEMA

I pannelli di tamponamento delle pareti e dei solai sono coibentate con lastre in fibra minerale da 14-16 cm di spessore e a basse conducibilità termica (lamda<0.040). Mnetre, come termo-cappotto è utilizzata la fibra di legno in lastre da 10 cm di spessore minimo (densità>= 200 kg/mc per le pareti e 150kg/mc per le coperture).
La copertura è realizzata sempre in telaio ligneo pesante e tamponata con pannelli strutturali in tavolato di abete lamellare da 16 cm di spessore. I pannelli sono isolati con fibra minerale e completati da uno strato ulteriore di isolamento esterno da 10 cm, sempre in fibra minerale. La finitura in coppi o tegole è completamente ventilata e posata su doppio listello incrociato in legno.
UNA CASA A RISPARMIO ENERGETICO
Il sistema costruttivo “Legno Sinergia” raggiunge un’eccellente grado di efficienza energetica, grazie all’utilizzo di materiali naturali, a bassa inerzia e con ottimi coefficienti di isolamento termico. Le caratteristiche dell’involucro edilizio in legno si completano con la scelta di serramenti ad alta prestazione (Uw=1.0-1.1 W/m2K) e sistemi di riscaldamento/raffrescamento a pompa di calore o a biomasse, abbinati alla ventilazione meccanica controllata per la regolazione della percentuale di umidità interna a vantaggio del comfort abitativo.
Per questo, le case realizzate con il sistema “Legno Sinergia” raggiungono la CLASSE di prestazione energetica A4.
INNOVAZIONE E RICERCA



